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Lunedì, 24 Marzo 2014 15:16

Il MAF guarda al futuro, ma protegge il passato

Settecentosessanta metri quadrati di biblioteca e quasi due chilometri lineari di archivio storico. È soprattutto in queste cifre la grande novità del MAF, MultiArea Finalese, che il 30 marzo verrà inaugurato ufficialmente e che comprende – già operativi – gli uffici comunali destinati al sociale, alla cultura e alla scuola, oltre alla nuova sala consiliare, utilizzabile anche come sala polivalente per convegni e altri eventi.
Spazi e metrature che nella precedente collocazione in piazza Garibaldi, resa inutilizzabile ormai più di 20 mesi fa dal terremoto, non era possibile avere a disposizione.
Riparte dunque da qui, dal nuovissimo viale della Rinascita e dall'altrettanto nuovo MAF, il lavoro della Biblioteca Comunale di Finale Emilia. Un lavoro che, a dire il vero, non si era mai interrotto, perché grazie all'attività del Bibliobus, che ha attraversato per mesi tutta l'Area Nord, la biblioteca ha continuato a svolgere le sue attività di prestito e consultazione, seppur con molte limitazioni indotte dalla situazione circostante.

Una biblioteca moderna e con tecnologie d'avanguardia - Nei prossimi giorni, finalmente, si riapriranno alla città i nuovi spazi della cultura, luoghi finalmente adeguati, confortevoli e accattivanti. A cominciare dalla zona d'ingresso, dove una distribuzione amichevole degli spazi e una segnaletica di orientamento chiara e studiata, potranno attirare l'attenzione degli utenti e mettere il pubblico dei frequentatori a proprio agio. Perché quella di Finale Emilia, rimane sostanzialmente una biblioteca pubblica di consultazione e prestito, dove però, soprattutto i più giovani, potranno svolgere le proprie attività di studio e ricerca, agevolati da appositi ambienti dedicati (sia per i più piccoli dagli otto ai 14 anni, che per i più grandi, studenti alle superiori e di livello universitario), attrezzati con dotazioni informatiche d'avanguardia. Al piano terra, sono infatti disponibili ben otto postazioni fisse - sei nella zona di ingresso e due negli spazi dedicati a bambini e ragazzi (dove però fino a 14 anni si potrà navigare solo affiancati da un adulto di riferimento) - dotate di modernissimi computer Apple. Apparecchiature caratterizzate dalla grande facilità di utilizzo, anche da parte degli utenti meno esperti, e soprattutto che non richiedono alcun costo accessorio legato alle licenze per l'utilizzo dei software, oltre a evitare il fastidioso problema dei virus informatici. Sono poi disponibili per i frequentatori della biblioteca sei tablet e sei e-book reader, utilizzabili in sede. Al primo piano, invece, nell'area Holden, dedicata ai ragazzi delle superiori e ai giovani universitari, sono predisposte quindici postazioni alle quali, utilizzando il proprio computer portatile, sarà possibile collegarsi per studiare, lavorare e navigare in rete grazie alla rete wifi regionale realizzata da Lepida.

La storia della comunità è finalmente al sicuro - Il nuovo Archivio Storico è collocato al piano terra e raccoglierà tutti gli archivi finalesi, quello comunale e quelli aggregati (Opere pie, Congregazioni di carità eccetera). Complessivamente l'archivio storico di Finale "misura" quasi 2 km, 1.942 metri lineari per la precisione. Tutto il materiale verrà ricoverato in funzionali "armadi compatti" che permettono l'ottimale conservazione dei documenti, impediscono anche alla polvere di penetrare e consentono una notevole riduzione delle spazio necessario all'archiviazione dei documenti. Si tratta, infatti, di armadi che, per mezzo di apposite manopole, scorrono su binari, aprendosi per consentire di accedere ai documenti conservati e richiudendosi ermeticamente una volta prelevati o depositati i materiali richiesti. Nella nuova struttura di viale della Rinascita è già stato collocato il "Fondo Antico" che parte dal 1438 (anno a cui risale la prima delibera conservata), ma ha nella documentazione relativa agli anni '500, '600 e '700 il grosso della raccolta. Su carteggi, registri, recapiti familiari e documenti vari è in corso un lavoro di riordino e inventario da parte dell'Istituto Beni Culturali, che è ormai in fase di conclusione e manca solo il collaudo prima della messa online degli indici. Tutto è stato già inventariato con la piattaforma open source xDams - sviluppata interamente sul web, ideata e realizzata per il trattamento, la gestione e la fruizione integrata di archivi storici multimediali – e a breve verrà reso disponibile a tutti. L'Archivio Storico è fisicamente protetto non solo da un sistema di rilevazione fumi, ma anche da un modernissimo impianto antincendio, in grado di mettere in completa sicurezza i materiali ricoverati.

I costi della struttura - Complessivamente per la progettazione e la realizzazione del MAF, MultiArea Finalese, sono stati spesi 3 milioni di euro, Iva compresa. A questo importo vanno sommati i 450 mila euro, oltre all'Iva, per gli impianti di completamento (videosorveglianza, rilevazione fumi, antincendio, impianto audio-video per sala consiliare, insonorizzazione), gli arredi e le scaffalature della biblioteca e i particolari armadi per la conservazione della documentazione dell'Archivio Storico che, finalmente, riporta in un'unica sede tutti gli archivi finalesi, e non solo quello comunale, in precedenza alloggiati in diversi luoghi. Tutte le spese relative alla realizzazione del MAF sono state sostenute con i fondi messi a disposizione dall'Unione Europea, a parte alcuni interventi (nell'ordine di poche decine di migliaia di euro), per i quali sono state utilizzate risorse delle donazioni, specificatamente indirizzate alla biblioteca.

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