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Lunedì, 03 Aprile 2017 11:20

Giudice di Pace, aperto l'ufficio di Finale Emilia. Servirà tutta l'Area Nord

Alla presenza del Prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba e del Presidente del Tribunale di Modena, Vittorio Zanichelli, è stato ufficialmente aperto l'Ufficio del Giudice di Pace di Finale Emilia. Presenti alla informale cerimonia, il Giudice di Pace reggente, l'avvocato Nicoletta Maccaferri, il sindaco Sandro Palazzi, il vicesindaco Lorenzo Biagi e gli assessori Beatrice Ferrarini e Gianluca Borgatti.

Il Prefetto Maria Patrizia Paba ha voluto testimoniare la vicinanza dello Stato al territorio e alle istituzioni che lo rappresentano. Il Presidente Zanichelli ha ribadito il ruolo importante dell'ufficio e auspicato la massima collaborazione con l'amministrazione comunale. Il Sindaco ha sottolineato come l'Ufficio del Giudice di Pace di Finale Emilia servirà tutta l'Area Nord: Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero.

All'Ufficio del Giudice di Pace di Finale Emilia sono state assegnate due dipendenti comunali: Monica Mantovani, direttore amministrativo, e Anna-Rita Lodi, cancelliere.

Per guardare le foto dell'inaugurazione clicca qui

 

Il Giudice di Pace

Ha competenza in materia civile, amministrativa e penale per fatti lievi e di semplice valutazione.

Chi è il Giudice di Pace

A partire dal 1° maggio 1995 il Giudice di Pace inizia la sua attività in sostituzione del Giudice Conciliatore il cui ufficio è abolito. Si differenzia dal giudice conciliatore perché gli è stata attribuita una maggiore competenza in materia civile ed è previsto che dovrà giudicare anche in materia penale, sia pure per fatti lievi e di semplice valutazione. Il corpo magistrati formato dai Giudici di Pace rappresenta il più numeroso (4.700) e maggiormente diffuso sul territorio nazionale.

Il Giudice di Pace appartiene all'ordine giudiziario così come il magistrato ordinario ma, a differenza di questo, è un magistrato onorario a titolo temporaneo. Rimane infatti in carica quattro anni e alla scadenza può essere confermato una sola volta per altri quattro anni. Al compimento di 75 anni il Giudice di Pace cessa dalle sue funzioni.

Il Giudice di Pace è tenuto alla osservanza dei doveri previsti per i magistrati ordinari ed è soggetto a responsabilità disciplinare. Ha l'obbligo di astenersi dal trattare la causa nei casi previsti dal codice di procedura civile e in ogni caso in cui abbia avuto o abbia rapporti di lavoro autonomo ovvero di collaborazione con una delle parti in causa.

Per la sua qualità di magistrato onorario e non di carriera, il Giudice di Pace non ha un rapporto di impiego con lo Stato. Egli percepisce una indennità cumulabile con i trattamenti pensionistici e di quiescenza.

Le mansioni del Giudice di Pace

In Materia Civile

Competenza esclusiva
Sono di competenza esclusiva del giudice di pace:

le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi
le cause relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case
le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità.

Competenza per valore
Sono di competenza del giudice di pace:

le cause relative ai beni mobili di valore non superiore a 5.000,00 euro quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice
le cause concernenti la circolazione di veicoli e di natanti purché il valore della controversia non superi i 20.000,00 euro
Per cause civili di valore fino 1.100,00 euro, se le parti interessate ne fanno richiesta, il giudice di pace decide secondo equità.

La funzione conciliativa
Il giudice di pace ha anche una funzione conciliativa su richiesta delle parti interessate, senza alcun limite di valore e per tutte le materie purché non siano di competenza esclusiva di altri giudici come è per le cause di lavoro e per le cause matrimoniali.

Quando rivolgersi al giudice di pace
Il cittadino può rivolgersi al giudice di pace secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile

se ha interesse a far giudicare una questione purché rientri nelle materie di competenza
se vuole conciliare una controversia insorta o che potrebbe insorgere
se vuole chiedere, nei limiti della sua competenza per valore, un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di una somma
se vuole chiedere, prima dell'inizio di una causa, la tutela preventiva dei diritti che si faranno valere, mediante provvedimenti d'urgenza o accertamenti immediati.

Il processo davanti al giudice di pace in materia civile
Il processo davanti al giudice di pace in materia civile è regolato dal codice di procedura civile.
Per iniziare una causa civile davanti al giudice di pace bisogna notificare a mezzo di ufficiale giudiziario alla parte contro la quale si agisce (convenuto), l'atto di citazione che descrive i fatti e indica le richieste.
La citazione è scritta da un avvocato.

Davanti al giudice di pace senza avvocato
Se la parte (attore) sceglie di rivolgersi al giudice di pace senza l'assistenza di un avvocato, i fatti e le richieste sono raccolti in un verbale che svolge la stessa funzione della citazione.
Sia l'attore che il convenuto possono stare davanti al giudice di pace senza assistenza legale, soltanto se si tratta di cause di valore non superiore a 1.100 euro (il limite è stato modificato dall'art. 13 del d.l. 22 dicembre 2011, n. 212 convertito con modificazioni dalla l. 17 febbraio 2012, n. 10) o quando il giudice, su richiesta dell'interessato, lo autorizzi in considerazione della natura ed entità della causa. Negli altri casi le parti devono essere assistite e difese da un avvocato.

La sentenza e l'appello
Il processo si conclude con una sentenza contro la quale la parte perdente può fare appello al tribunale nello stesso circondario, tranne nel caso in cui la causa sia decisa secondo equità.
Contro la sentenza pronunciata secondo equità così come contro la sentenza del tribunale è sempre possibile proporre il ricorso per cassazione.

Qual'è il giudice di pace competente
Il giudice di pace competente è quello nel cui territorio si trova il luogo di residenza della parte convenuta o il luogo di residenza dell'attore nel caso in cui il convenuto non ha in Italia nessun recapito: residenza, domicilio, dimora.
In via facoltativa - che vale solo se il convenuto non la contesta - ci si può rivolgere al giudice di pace competente nel luogo in cui deve essere adempiuta un'obbligazione o essere fatto un pagamento o consegnata una cosa o dove si trovano i beni per le cause di servizi condominiali.
Nel caso di ricorso avverso multa per infrazione al codice della strada, il ricorso va presentato presso il giudice di pace competente in relazione al territorio in cui è stata elevata la multa.

Patrocinio a spese dello Stato
Alle persone che non hanno i mezzi per far fronte alle spese di una causa è assicurato, anche davanti al giudice di pace, il gratuito patrocinio, cioè la difesa a carico dello Stato

 

In Materia Penale

Il giudice di pace dal 1º ottobre 2001 è anche un giudice penale (ma entra effettivamente in funzione dal 1º gennaio 2002): il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, ha attribuito alla sua cognizione, tra gli altri, alcuni reati di notevole diffusione, contro la persona, quali le percosse e le lesioni, l'omissione di soccorso; contro l'onore, quali l'ingiuria e la diffamazione; contro il patrimonio, quali il danneggiamento e l'ingresso abusivo nel fondo altrui.

In caso di condanna il giudice di pace non applica pene detentive, ma pene pecuniarie o, nei casi gravi, può applicare la pena della permanenza domiciliare o su richiesta dell'imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità.

Il processo ha luogo normalmente per iniziativa del Pubblico Ministero.
Il Pubblico Ministero dopo aver disposto le necessarie investigazioni, se ravvisa elementi sufficienti per sottoporre a processo il soggetto indagato, richiede il suo rinvio a giudizio.
Anche la persona offesa, per i reati perseguibili a querela, può chiedere al giudice l'instaurazione del processo.
In questi casi, l'offeso può presentare un "ricorso diretto" al giudice di pace, depositandolo nella segreteria del Pubblico Ministero, che provvede alla formalizzazione dell'addebito.
Il giudice di pace, se non ritiene il ricorso infondato o inammissibile, dispone la convocazione delle parti innanzi a sé.

Il processo penale innanzi al giudice di pace è caratterizzato dalla particolare attenzione a favorire, per quanto possibile, la conciliazione tra imputato e persona offesa.
Il giudice, sentita la persona offesa, può dichiarare estinto il reato se l'autore della violazione dimostra di aver provveduto alla riparazione del danno causato e di avere eliminato la situazione di pericolo eventualmente determinata.
È inoltre previsto che il giudice di pace possa astenersi dal procedere quando risulti, per l'esiguità dell'offesa e l'occasionalità del comportamento, la particolare "tenuità" del fatto (tenuto conto anche del pregiudizio che l'ulteriore corso del procedimento arrecherebbe alle esigenze di lavoro, famiglia o salute dell'imputato), sempre che l'offeso non si opponga.
Il giudice di pace commina pene pecuniarie oppure sanzioni "paradetentive": detenzione domiciliare, o, qualora il condannato lo richieda, lavoro di pubblica utilità.

L'imputato e la persona offesa sono difesi da un avvocato.
Alle persone che non hanno i mezzi per far fronte alle spese di un procedimento penale è assicurato, anche davanti al giudice di pace, il gratuito patrocinio, cioè la difesa a carico dello Stato.

 

In Materia Amministrativa

Presso l'ufficio del Giudice di Pace si può:

 

  • asseverare con il giuramento una perizia stragiudiziale o una traduzione;
  • richiedere la certificazione di conformità di atti in possesso dell'utente;
  • richiedere l'autentica della firma su atti da produrre alla pubblica amministrazione;
  • fare una dichiarazione sostitutiva di atti di notorietà o di certificazione;
  • autenticare la firma, direttamente da un Giudice di Pace, per la richiesta di referendum

 

Ricorso contro le sanzioni del Codice della Strada

Al giudice di pace si può presentare opposizione per molte sanzioni amministrative in contestazione di importi inferiori a € 15.493,71. Per le violazioni al codice della strada il giudice di pace ha competenza esclusiva che prescinde dal valore.

 

Nel caso di ricorso contro le sanzioni per infrazione al codice della strada si può presentare:

 

ricorso avverso la multa per infrazione al codice della strada (in alternativa alla presentazione del ricorso al Prefetto)
si può presentare ricorso avverso il verbale di accertamento della violazione amministrativa
oppure avverso la cartella esattoriale che viene inviata quando la multa non viene pagata. Il ricorso può essere presentato solo per vizi della cartella. L'importo della sanzione contenuto nella cartella è raddoppiato.
ricorso avverso l'ordinanza del Prefetto che rigetta il ricorso per una multa.

 

Chi ha già pagato non può più fare ricorso.
Non si può fare ricorso solo avverso la decurtazione dei punti sulla patente.
E' opportuno che il ricorrente trasmetta comunque copia del ricorso anche all'organo di polizia, riportato nell'intestazione del verbale, che ha emesso la contravvenzione per interrompere ogni procedura avviata dal verbale fino alla decisione sul ricorso.
Non si può presentare ricorso avverso l'avviso di violazione (la multa lasciata sul parabrezza). Occorre attendere la notifica del verbale per poter presentare ricorso.
Di norma se è stata applicata anche una sanzione accessoria (es. sospensione patente, etc..) non si può fare ricorso solo contro questa sanzione, ma si deve necessariamente contestare il verbale nel suo insieme.

 

Il ricorso al giudice di pace avverso il verbale di accertamento della violazione va presentato entro 30 giorni dalla data di contestazione della multa su strada, o dalla data notifica della multa.
Il ricorso avverso la cartella esattoriale va presentato entro 30 giorni dalla notifica della stessa. Il ricorso avverso la cartella esattoriale può essere presentato solo per errori materiali della cartella o per vizi di notifica, e non può essere proposto per contestare nel merito il verbale.

 

Non è necessaria l'assistenza di un avvocato.
Se non viene nominato un avvocato, il ricorrente dovrà dichiarare nel ricorso la residenza o la elezione di domicilio (presso un amico, un parente, il luogo di lavoro...) nel comune dove ha sede il giudice al quale ci si rivolge. Infatti, se il ricorrente non è residente nel comune sede dell'ufficio del giudice di pace a cui deve presentare ricorso, e non indica un domicilio nel territorio del comune, la cancelleria non effettuerà le comunicazioni relative alla procedura (data dell'udienza, esito del ricorso ecc.) e quindi dovrà essere il ricorrente stesso ad assumere queste informazioni presso la cancelleria.

 

Il ricorso è soggetto al pagamento del contributo unificato.

 

Il giudice accoglie il ricorso oppure può accoglierlo solo in parte.
Se il giudice respinge il ricorso può porre a carico del ricorrente, anche le spese del procedimento nonché gli onorari di avvocato della controparte.
La sentenza è appellabile in tribunale.

(Fonte: Ministero della Giustizia)

 

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